Presentazione
Data
dal 15 Settembre 2025 al 10 Giugno 2026
Descrizione del progetto
Lo scopo del progetto teatro scienza è quello di far conoscere in modo coinvolgente la storia personale e le scoperte scientifiche di alcuni dei personaggi che più hanno che hanno contribuito al progresso delle conoscenze in vari campi della scienza.
Per quest’anno scolastico il dipartimento di scienze naturali e di matematica fisica propongono rispettivamente due diverse rappresentazioni teatrali (“The Haber_ImmerWahr File” e “La sfinge – dialogo su Enrico Fermi”).
The Haber_ImmerWahr File: Il bioplay portato in scena dalla compagnia teatrale Aquila Signorina presenta le figure dei chimici Fritz Haber, Premio Nobel 1918 e della prima moglie Clara Immerwahr. Il testo non li coglie in un momento della loro vita, ma li colloca in un limbo, come apparizioni. F. Haber è stato un chimico tedesco, che ottenne il Premio Nobel per la sintesi dell’ammoniaca, che ha permesso di produrre nitrati a basso costo come fertilizzanti. Purtroppo questo scienziato é anche tristemente ricordato come ideatore dello Zylon B usato nei campi di sterminio nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e considerato il padre delle armi chimiche . Haber durante la usa vita fu affascinato dall’idea di poter influenzare con le proprie competenze scientifiche la politica. Nella rappresentazione teatrale la moglie Clara, anch’essa chimica brillante lo rimprovera delle sue ambizioni e lo invita a ripensare ai valori etici che dovrebbero accompagnare l’operato di un uomo/donna di scienza.
LA SFINGE – dialogo su Enrico Fermi: Il bioplay portato in scena dalla compagnia teatrale Aquila Signorina presenta la figura di Enrico Fermi attraverso un dialogo teatrale tra i personaggi della moglie, Laura Capon (autrice della biografia di Fermi “Atoms in the family – My Life with Enrico Fermi”, pubblicata nel 1955) e di Franco Rasetti, compagno di studi di Fermi a Pisa e suo alter ego durante l’avventura (avviata nel 1927) della scuola di fisica di Via Panisperna, a Roma. Laura e Rasetti parlano dei primi studi di fisica nucleare, del reattore sperimentale costruito dal team di Fermi e Szilard a Chicago nel 1942, delle difficoltà dell’ultimo periodo trascorso dai coniugi Fermi in Italia, della inedita confidenza mostrata dai fisici europei emigrati negli USA verso il Governo, oltre che del passaggio delle ricerche sull’atomo sotto le autorità militari. Laura difende la scelta del marito di partecipare alla costruzione della Bomba Atomica, quale contributo alla difesa della democrazia, mentre Franco, che si rifiutò di andare Los Alamos, nega il carattere politico delle decisioni di Fermi, che a suo giudizio fu guidato solo dal bisogno di trovarsi a qualsiasi costo «nel luogo dove si faceva la sua amata fisica». Nel corso del dialogo, percorso da una crescente irritazione reciproca, emerge la tragicità di Fermi, un uomo che rivelava con riluttanza le sue opinioni e i suoi sentimenti, una ‘sfinge’ imperscrutabile dietro l’abituale urbanità.
Obiettivi
Lo scopo dello spettacolo è quello di fare riflettere gli studenti sul ruolo dello scienziato nella società civile e nelle politica, discutendo la responsabilità dello scienziato di fronte all’impiego della scienza per fini bellici. Il progetto presenta collegamenti con il programma di scienze naturali, fisica, storia ed educazione civica.
Partecipanti
Gli studenti di una classe quarta e di sette classi quinte di tutti i Licei